VAMPIRI NELL'ARTE (curato da Sara Palladino) ![]() La leggenda vuole che il primo vampiro bevitore di sangue fosse una donna, Lilith, demone ebraico. Si dice che si nutrisse del sangue dei neonati e, in molte rappresentazioni è raffigurata con ali di pipistrello e artigli. I romani credevano nelle "strigas", esseri simili a Lilith ma con corpo di volatile e testa umana. E' possibile trovare bassorilievi e sculture con queste raffigurazioni. Queste rappresentazioni verranno poi perlopiù bandite, durante il corso di tutto il Medioevo, specie a causa dell'Inquisizione. Artisticamente parlando, però, l'immagine del vampiro diviene molto popolare solo in epoca romantica e vittoriana, soprattutto nel nord Europa e in particolar modo in Inghilterra, fra il 1770 e il 1830, e in seguito fino al 1900. Questo periodo di tempo è considerabile come la culla del gusto gotico e decadente e il fiorire di una certa letteratura ispira alcuni artisti a creare opere con soggetti vampireschi. Molti pittori e incisori come William Blake, Henri Fussli e James Gillray erano affascinati dal mondo dell'oltretomba in genere; di conseguenza, i non morti erano soggetti alle più diverse interpretazioni. Il vampiro (come noi lo possiamo immaginare) inizia a farsi strada nel 1847, con le illustrazioni per il romanzo a puntate "Varney The Vampire" (The feast of blood), di Thomas Preskett Prest. Un essere a metà fra lo scheletro e il demone, dagli occhi ferini, assetato di sangue: un'iconografia abbastanza variabile. Il mito evolve, e dalla connotazione maschile, il vampiro torna a mostrarsi femminile (seguendo, probabilmente, lo sviluppo letterario di romanzi come "Carmilla" di Le Fanu, 1871) e troviamo opere come "Il vampiro" del pittore Edvard Munch (1893/1894), dove è rappresentata una donna china sul collo di un uomo, intenta a berne il sangue. Con il XX secolo, l'immagine del vampiro si associa indelebilmente a Dracula e graficamente al Nosferatu del film di Murnau: calvo, con il cranio e le orecchie a punta, gli incisivi o i canini aguzzi; un'esauriente immagine è data dalla locandina del remake del 1979, veramente molto gotica. |














